giovedì 3 settembre 2026

PARTE 2 DI 10: IL CONTESTO STORICO I – L'11 Settembre 1860: L'Invasione Silenziosa dello Stato Pontificio

La Battaglia di Castelfidardo

PARTE 2 DI 10: IL CONTESTO STORICO I – L'11 Settembre 1860: L'Invasione Silenziosa dello Stato Pontificio

Mentre il mondo ricorda l'11 settembre 2001 come il giorno del crollo delle Torri Gemelle, pochi sanno che esattamente 141 anni prima, un altro 11 settembre segnava l'inizio di una operazione militare che avrebbe cambiato per sempre la geografia politica e religiosa dell'Italia. Era l'11 settembre 1860.

In quel giorno, il generale Manfredo Fanti, comandante dell'esercito del Regno di Sardegna, ricevette l'ordine di varcare il confine dello Stato Pontificio. Le truppe piemontesi entrarono nelle Marche e in Umbria, territori sotto il controllo diretto del Papa Pio IX. Non fu una dichiarazione di guerra formale, ma un'invasione militare calcolata, giustificata ufficialmente come necessaria per "ristabilire l'ordine" e impedire che le bande garibaldine, che stavano risalendo la penisola dopo lo sbarco in Sicilia, potessero attaccare Roma e scatenare una crisi internazionale con la Francia di Napoleone III, protettrice del Pontefice.

La Strategia di Cavour e il Ruolo della Massoneria

Dietro questa mossa c'era l'astuta regia del primo ministro Camillo Benso, Conte di Cavour. L'obiettivo era duplice: da un lato, bloccare Giuseppe Garibaldi (noto massone e figura carismatica del Risorgimento) prima che potesse marciare su Roma, rischiando una guerra con la Francia; dall'altro, annettere le regioni centrali al neonato Regno d'Italia sotto l'egida dei Savoia, assicurando che l'unità nazionale fosse un processo "dall'alto", controllato dalla monarchia e non dalla rivoluzione popolare.

Non è un segreto che molti protagonisti di queste vicende fossero legati alla Massoneria. Garibaldi era massone di alto grado, così come molti generali e politici dell'epoca vedevano nella fine del potere temporale dei Papi un passo necessario verso la modernità laica dello Stato. L'11 settembre 1860 può essere letto, in questa chiave, come il giorno in cui le forze laiche e massoniche iniziarono ufficialmente la loro "opera" di smantellamento del potere papale.

La Battaglia di Castelfidardo: Il 18 Settembre

L'invasione iniziata l'11 settembre culminò, sette giorni dopo, nella Battaglia di Castelfidardo (18 settembre 1860). L'esercito pontificio, composto in gran parte da volontari stranieri (i famosi "Zuavi Pontifici") e comandato dal generale francese Christophe de Lamoricière, fu sbaragliato dalle truppe piemontesi. La vittoria di Fanti aprì la strada all'annessione di Marche e Umbria e isolò definitivamente Roma, che rimase l'ultimo baluardo del potere temporale del Papa, protetta solo dalla guarnigione francese.

Il Significato della Data

Perché iniziare proprio l'11 settembre? Non ci sono documenti ufficiali che citino motivazioni esoteriche, ma la coincidenza è davvero notevole. Per le logge massoniche dell'epoca, settembre era un mese propizio per le "iniziatiche" e le grandi opere. Iniziare un'operazione militare di tale portata proprio in quella data potrebbe non essere stato casuale, ma un segnale simbolico per gli "iniziati": l'inizio di una nuova era, la fine del vecchio ordine teocratico.

Quell'11 settembre 1860 fu il primo atto di un drama che si sarebbe consumato dieci anni dopo. Se il 1860 fu l'invasione silenziosa, il 1870 sarebbe stato il colpo finale. E anche lì, la data dell'11 settembre avrebbe giocato un ruolo cruciale.


Fonti:

Redatto con il supporto di EURIA AI

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